JABEL KANUTEH e MARCO ZANOTTI
Freedom of Movement
DEBUT ALBUM OUT ON MARCH 12, 2020​

Jabel Kanuteh kora, vocals

Marco Zanotti drums, percussions

guest Paolo Angeli sardinian prepared guitar 

Due anime musicali con due strumenti apparentemente così distanti, la kora e la batteria, si incontrano e si corrispondono in un dialogo musicale che parla di umanità, di tradizione e di speranza.

Jabel Kanuteh è un griot di Tambasansang (Gambia), suona la kora come vuole la tradizione centenaria del suo cognome e, tra le storie che racconta c'è anche la sua di migrante tra il Sahara, la Libia e il Mediterraneo. Marco Zanotti, è un visionario percussionista romagnolo già direttore della Classica Orchestra Afrobeat e di Cucoma Combo, oltre che traduttore della biografia di Fela Kuti e instancabile agitatore culturale. "Freedom of Movement" è il titolo del loro primo album insieme, registrato nell'inverno del 2019 con la partecipazione di Paolo Angeli come ospite speciale. 

 

Libertà di movimento significa essere liberi di attraversare confini e frontiere. E Jabel e Marco lo fanno con la musica, attraverso un approccio spontaneo, organico e imprevedibilmente vitale. 

TRACKLIST

1. FREEDOM OF MOVEMENT

(Kanuteh-Zanotti)

 

2. DOLAFAIFEN

(Kanuteh)

A song of hope about the respect of the different people and the personal needs of each individual. If you throw away one thing, maybe somebody else will take it, maybe it’s what he’s looking for.

 

3. YEYEN

(traditional mandengue)

In this world that has no boundaries, everyone has the right to dance and be loved.

 

4. NENE

(traditional mandengue adapted by Kanuteh)

Traditional song adapted to personal experiences and dedicated to the mother, who is lulled by the words to find peace: "I left and now I have to risk, I have to give it a try, to learn and grow up.”

5. NTEMA SOAMA

(Kanuteh)

Respect for the affections and family ties that are a gift to be cherished.

 

6. LUBATE KUMA

(Kanuteh)

A broken promise - like cut  shoe laces - to protect your family.

 

7. CASA MADIBA

(Kanuteh-Zanotti)

 

8. NTEMAKE

(Kanuteh)

Face all emotional blocks and fears built around us, because it is through difficulties that we recognize the right way.

 

10 BIKUMO

(Kanuteh)

It is important to recognize and remember the help that has been offered to us in order to be grateful and return it.

JABEL KANUTEH suona e canta la musica tradizionale dell’Africa Occidentale con la kora, strumento antichissimo a 21 corde.

Per secoli i re degli antichi imperi africani hanno consegnato le loro storie ai poeti griot, perché le rendessero eterne ed immortali cantandole fra fiere e villaggi; di generazione in generazione i frammenti di quelle vicende hanno attraversato terre, guerre e carestie, salvandosi nel suono della parola viva. 

 

Jabel ha ricevuto il titolo di griot-  “colui che ha ereditato il dono della parola”-  dai suoi avi, ma la sua storia non si è fermata dentro i confini del suo paese: Jabel è partito, lasciandosi alle spalle tutto tranne il sapere della musica, la memoria del suo popolo. Dopo un lungo viaggio tra deserto e mare, attraverso Mali, Burkina, Niger e Libia, Jabel ha raggiunto le coste italiane e oggi vive a Fano. 

 

Ha partecipato al vari festival internazionali e recentemente si è esibito al Quirinale insieme a Paolo Angeli

MARCO ZANOTTI è un musicista anticonvenzionale, imprevedibile, instancabilmente curioso e immerso nelle tradizioni delle musiche del mondo. Compositore, performer e producer, sulla batteria o con altri strumenti (reali o inventati) comunica con il pubblico e dà espressione alla sua musica.

 

E’ fondatore e direttore della Classica Orchestra Afrobeat (Seun Kuti, Glastonbury, Sekouba Bambino, Baba Sissoko) e di Cucòma Combo (debut album 2019). Suona con il trio d’improvvisazione Mothra モスラ, in duo con Fabio Mina e con il griot Jabel Kanuteh (Gambia), oltre che con Cumbia Poder (Colombia), Del Barrio (Argentina) e Regional Matuto (Brasile).

Nel 2012 ha tradotto e curato l’edizione italiana della biografia di Fela Kuti (Arcana ed.) e collabora stabilmente con le compagnie Fantateatro e Magnifico Teatrino Errante. 

 

Nel 2019 è coordinatore del progetto Officina del Ritmo per Ravenna Festival, mentre debutta lo spettacolo di danza/teatro/musica Mbira per la coreografia di Roberto Castello ed è in produzione Reflexio, un lavoro autobiografico presentato insieme all’artista Gaia Carboni