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MARCO ZANOTTI 

 

Marco Zanotti è un compositore e un musicista anticonvenzionale, imprevedibile, curioso delle tradizioni e incline alla sperimentazione. Predilige la batteria e le percussioni ma si ritrova volentieri a suonare anche strumenti come la mbira e il kamalen'goni. 

 

I suoi studi sono stati (e continuamente sono) per lo più extra-accademici, con maestri ed esperienze spesso legate a residenze, viaggi e incontri. Ad esempio: Cuba, Brasile, Senegal, Mozambico, Argentina, Colombia, Centro-America, Tanzania, Andalucia, Zimbabwe. 

 

E’ fondatore e direttore di Cucoma Combo e della Classica Orchestra Afrobeat, quest'ultimo un ensemble da camera con la quale registra tre album (feat. Seun Kuti, Sekouba Bambino, Baba Sissoko e Njamy Sitson) e partecipa a importanti festival internazionale tra i quali Glastonbury-UK. 

 

Suona con il trio d’improvvisazione Mothra モ ス ラ (Peppe Frana, Fabio Mina - tour in Cina 2016) e con il griot del Gambia Jabel Kanuteh, oltre che con Cumbia Poder (Colombia), Del Barrio (Argentina) e Regional Matuto (Brasile). 

 

Nel 2021 esce il suo primo album solista intitolato Re-Flexio, affiancato all'opera dell'artista Gaia Carboni. Collabora ed ha collaborato con numerosi musicisti e artisti in Italia e all'estero, ma anche registi, coreografi e cori tra cui Aldes, Fantateatro, Magnifco Teatrino Errante, ERT, Coro Voz Latina, Coro Farthan, sempre affancando la produzione artistica ad una costante ricerca di stimoli e suoni. Nel 2019 cura le musiche e suona nello spettacolo “Mbira” di Roberto Castello (candidato premio UBU) e sta attualmente curando le musiche per il nuovo spettacolo “Inferno”, partecipa alla colonna sonora di “Gauguin a Tahiti” (Nexo Digital, 2019) di Remo Anzovino e cura la ricerca e la produzione musicale del “Pamoja Odyssey: a radical act of co-creation”, un progetto internazionale a bordo di un dhow tradizionale (www.pamoja.musafir.org) associato ad un flm festival lungo le coste dell'Africa Orientale (2019). 

 

Da molti anni” tiene un laboratorio sperimentale permanente chiamato “Officina del Ritmo”, ospitato nel 2019 all'interno del programma “Le 100 percussioni” di Ravenna Festival. 

 

E’ laureato in Lingue e Letterature Straniere e ha tradotto e curato l’edizione italiana della biografa di Fela Kuti (Arcana ed.). 

"Marco Zanotti racconta un mondo sonoro personale fatto di curiosità (tanta), di viaggi, di ricerche, di studi, di sperimentazione, di avventure, di volti e di storie. Due possibili letture tessono e uniscono la trama sonora: la prima è la struttura circolare di tanti brani, un’idea sentita dal punto di vista spirituale e flosofco che si è trasformata in andatura avvolgente, come un mantra benefco in cui riporre rifessione, fducia e speranza. E poi c’è l’aspetto più emozionale che è il continuo dialogo fra le radici personali e i luoghi e le tradizioni incontrate sul cammino." [Borguez, The New Noise]

“Si incontrano sguardo umano e natura, abitata da musiche a cui è impossibile attribuire una provenienza, in grado di creare nella mente di chi ascolta geografe inedite" [B. Averame, Rumore)

"Siamo il più possibile lontano dai comuni riferimenti d’ascolto." [A. Mastrogiacomo, Exibart]

Quello di Marco è un suono originale, esotico e piacevolmente organico che attua un’interessante fusione primitivo/futuristica, per citare il maestro Jon Hassell, con curiose tracce di minimalismo. Il ritmo è l’indubbio protagonista ma rappresenta solo la parte di un microcosmo ben più complesso e articolato. [M. Calloni, Blogfoolk]

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ph Nacho Baggini

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